“Bolla Inter Sanctorum Solemnia” Bolla del Perdono

La “Bolla del Perdono” è una Bolla pontificia emessa da Papa Celestino V il 29 settembre del 1294 e riconosciuta nella sua autenticità da Papa Paolo VI che la annoverò al primo posto delle indulgenze plenarie. La Bolla venne emessa un mese dopo l’incoronazione di Pietro da Morrone a Sommo Pontefice nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio de L’Aquila. È la pergamena che reca il testo dell’indulgenza plenaria "Urbis et Orbis", ma è il “gran rifiuto” di Celestino V a mitizzarla: a meno di tre mesi dall’emanazione della Bolla, il Papa rinuncia al Soglio di Pietro e viene eletto a succedergli Bonifacio VIII il quale “revoca, cassa, annulla e dichiara invalido” il provvedimento del suo predecessore poiché considerato uno strumento rivoluzionario nel suo valore sia politico che religioso. Malgrado il divieto papale, l’affluenza dei fedeli fu numerosa e tre interventi miracolosi accaduti nel primo anniversario dell’istituzione dimostrarono in via soprannaturale la validità dell’indulgenza, che si ripete da 724 anni nel rito della Perdonanza Celestiniana, dai vespri del 28 al tramonto del 29 agosto. La Bolla è stata conservata fino al sisma del 2009 nella cappella blindata della Torre del Palazzo Civico poiché Celestino l’aveva affidata alle autorità civili e non alla Chiesa avendola concepita non una pura e semplice remissione dei peccati ma uno strumento di riconciliazione sociale. In questa dimensione di laicità e universalità del documento la Città de L’Aquila la affida alla Città di Matera in occasione della Mostra “LA VIA DELLA CROCE - Matera per l’Aquila”, in segno di un vincolo di fratellanza e pace profondo e indissolubile.

Ancora una volta i Sassi e la Murgia Materana sono fonte di ispirazione per gli artisti provenienti da tutto il mondo. Il maestro Francesco Artese e l’artista Francesca Cascione hanno individuato nelle grotte dei Sassi il luogo ideale per dare vita al Santo Sepolcro, dove, secondo la tradizione cristiana furono depositate le spoglie mortali di Gesù dopo la Crocefissione. L’opera si sviluppa su un’area di mq 53.

"Il Santo Sepolcro"

Francesco artese, pittore, è noto, a livello mondiale, per le sue realizzazioni presepistiche di grandi dimensioni che sono rappresentazioni della Natività ambientate nella società contadina lucana, partecipe dei valori di semplicità, condivisione e povertà della famiglia di Nazareth. Ha esposto a New York, Parigi, Lublino (Polonia), Lubiana (Slovenia), Betlemme, Roma Piazza San Pietro, Helsinki e Turku (Finlandia), Milano, Firenze, Buenos Ares e Goiania (Brasile). 

Francesca Cascione sin dalla giovane età si cimenta in svariate tecniche artistiche, dalla pittura su tela alla antica tecnica dell’affresco, alla cartapesta. Collabora nel 2013 alla realizzazione del carro trionfale in onore di Maria SS. della Bruna. E’ presidente dal 2014 della Associazione Culturale “Facce da Carro”, con la quale ha tenuto corsi di formazione sulla Cartapesta. Nel 2016 le è stato conferito dalla FiDAPA-BPW ITALY il premio “l’Arte della Cartapesta a Matera”.




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